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Specificità

L’Istituto si distingue da altri centri attivi nel campo della ricerca sulle minoranze per il suo particolare approccio incentrato sull’esperienza altoatesina e su uno specifico concetto di autonomia.   

 
-obiettivi: l’istituto svolge un’attività scientifica programmaticamente finalizzata ad applicazoni pratiche.
In altre parole, la scienza è un mezzo per il conseguimento di determinati fini nell’ambito della politica culturale e della legislazione. Si tratta in particolare di fornire un contributo pratico alla conservazione linguistica e culturale dei due gruppi etnici dell’Alto Adige (il tedesco e il ladino) nonché alla soluzione delle questioni minoritarie in Europa tramite un’opera di informazione condotta sulla base di argomenti scentificamente fondati, in permanente contatto con personalità pubbliche attive ai vari livelli decisionali. Ciò presuppone uno stretto collegamento fra teoria e prassi,

-programma: i concreti scopi dell’Istituto derivano da un programma con contenuti molto chiari, ricavati da una pluriennale e diretta esperienza dell’autonomia altoatesina. Si tratta in sostanza di rendere fruibile ad altre minoranze europee il vantaggio comparativo dell’Alto Adige e, parallelamente, di far conoscere in Alto Adige le esperienze di altre minoranze europee, cosa che, di riflesso, concorre al consolidamento dell’autonomia altoatesina sia sul piano statale che su quello internazionale,

-patrimonio esperienziale e rete: per il raggiungimento dei suoi obiettivi l’Istituto si avvale della competenza che ha conseguito nel corso dei suoi oltre 50 anni di esistenza. Già nell’epoca del primo Statuto di autonomia (fino al 1971) e poi durante il periodo dell’attuazione del secondo Statuto, l’Istituto ha raccolto dirette esperienze nel campo della tutela delle minoranze e ha creato una fitta rete di relazioni scientifiche in tutta Europa. A ciò si aggiunge un ricco potenziale di preziosi contatti con esponenti delle minoranze e con molte personalità in posizioni decisionali in organizzazioni internazionali, come ad esempio il Consiglio d’Europa, l’UE, la OSCE e l’ONU.

-efficienza: i tre fattori sopra citati permettono all’Istituto, nonostante o forse grazie alla sua contenuta struttura organizzativa, di operare con un’alta flesssibilità ed efficienza.